28th Oct 2015

Il grano possiede il quadruplo dei geni di un essere umano e un genoma di 17 miliardi di nucleotidi.

Un patrimonio genetico così ampio derive dal fatto che il grano nasce dalla fusione di due graminacee e una pianta erbacea.

Questo patrimonio è eccezionalmente ben conservato con i geni che portano i materiali nutritivi e sono rimasti per millenni sorprendentemente attivi; 

La parte esterna del chicco, la scorza o crusca, protegge l\’endosperma farinoso e il germe, fonte di sostanze nutritive e preziosi lipidi.

La crusca è un imballaggio meraviglioso, resistente ai raggi solari e perfettamente impermeabile

Costituita da fibre vegetali, proteine, sali minerali e vitamine, è la parte più ricca di sostanze nutritive per l\’organismo

Se la scorza rimane intatta, il chicco di grano è in grado di germinare anche dopo centinaia di anni.

Nella macinazione industriale la parte esterna (crusca) e il germe di grano, che sono le parti più nutrienti vengono scartate, perché danno alle farine un colore scuro e gli oli del germe se ossidati danno un cattivo sapore di conseguenza nelle farine industriali rimangono solo la parteinterna bianca(endosperma) la più povera di sostanze nutritive.

Quando questo meraviglioso sistema di protezione fatto dalla crusca si rompe l\’interno del chicco viene aggredito dall\’aria e così in poco tempo viene ossidato completamente , rendendolo non più adatto al consumo umano.

Neccessità industriali ignorano questo problema e inondano il mercato di farine praticamente devitalizzate.

La Dott.ssa Marilù Mengoni, Biologa Nutrizionista pubblica sul mensile “Vivere sostenibile” del 11/01/2016 un articolo “Farine? Si purchè fresche”


Farine ? Si, purchè fresche
Ogni volta che compriamo un alimento, dovremmo essere consapevoli di uello che stiamo acquistando. Spesso invece accade proprio il contrario, soprattutto perché non ci fermiamo più a chiderci da dove derivi o come è stato prodotto il cibo su cui ci siamo diretti. Siamo condizionati dalle abitudini, dai media, dagli amici e da tutta la società in cui viviamo, percui diamo per scontato che tutto quello che ci vendono sia “normale”, sano ed equilibrato. Compriamo un panino, per esempio, e, a parte quello che ci facciamo mettere dentro, ci siamo mai chiesti che tipo di farina è stata utilizzata? Abbiamo di solito davanti un prodotto gonfio, insipido, di un colore candido e pure lo mangiamo. Questa è un\’abitudine alla non  presenza. Vorrei spendere due parole per parlare delle farine, in modo che, qualora si decidesse di mangiare il panino di cui parlavo, o una pizza oppure dei biscotti confezionati, almeno lo faremo per scelta e non per “ignoranza”. Le farine che utiliziamo, presenti nei prodotti che acquistiamo, oppure le farine stesse che acquistiamo nei supermercati, sono ormai devitalizzate o, per usare una parola più specifica, “morte”. Il chicco integro per fare qualche esempio il chicco del farro e dell\’orzo (non perlati) o un riso integrale, sono costituiti da importanti elementi come per esempio zinco, cromo, magnesio, manganese, vitamine del gruppo B, vitamina E, tutte sostanze neccessarie per il nostro metabolismo. Qualora non siano presenti nel cibo che mangiamo , allora il nostro corpo è costretto a concedere delle sostanze, proprio per poterne trarre sostentamento e energia. In pratica, ciò che manca nel chicco viene sottratto al nostro corpo. Se mangiamo farine vecchie ogni tanto questo potrebbe non costituire un problema, ma se pensiamo al quotidiamo , moltissime persone introducono nella loro dieta, farine bianche, ma anche riso raffinato, pasta preparata con chicci ormai devitalizzati, biscotti creckers, grissini, brioches, fiocchi d\’avena (fioccati da chissà quanto tempo) e molti altri prodotti simili. E direi che questo avviene “quasi” tutti i giorni. Per questo motivo il nostro corpo nel tempo si può debilitare e può essere esposto alla possibilità che insorgano mallattie di vario tipo. Ecco quindi l\’importanza di utilizzare per la nostra alimentazione le farine “vive”. Di che si tratta ? Sono farine derivate dalla macinazione del chicco integro che, soprattutto, devono essere macinate da poco tempo. La farina invecchia già dall\’ ottavo giorno dalla macinazione e già al quindicesimo è ormai devitalizzata, ovvero priva di importanti sostanze. Questo vale anche per quelle farine insacchettate con la dicitura “integrale” o “integrale- biologico”. Sono integrali si , ma vecchie, quindi ossidate, morte.


Ecco perché le nostre farine sono confezionate entro 72 ore dalla molitura in sacchetti sottovuoto da mezzo chilo o un chilo , per evitare che le farine vengano ossidate.